Ascolta te stesso per capire gli altri

Vivi in armonia praticando la meditazione di gentilezza amorevole

donna in meditazione in un bellissimo tramonto sul mare
Per la tua felicità prenditi cura anche degli altri - Lama Zopa

La meditazione di gentilezza amorevole

Ti stai chiedendo se per praticare la meditazione di gentilezza amorevole devi essere un monaco zen?
La risposta è no.

Non è per parlare della meditazione “classica” che siamo qui, per quanto non sia affatto complicata e sia il principio di ogni pratica volta all’auto-miglioramento, all’equilibrio e al benessere interiore.

Vorrei invece parlarti di questo tipo di meditazione sconosciuto ai più, qualcosa per cui non è strettamente necessario essere appassionati di yoga o di filosofia buddhista: la meditazione di gentilezza amorevole.

 

Si chiama (in hindi) metta bhavana dove “metta” significa “benevolenza” o, semplicemente, “gentilezza” ed è una meditazione della tradizione buddhista volta a sviluppare la compassione.

meditazione di gentilezza amorevole: una mano femminile offre una margherita a una mano di bambino

Che cos’è la compassione?

Tutti noi siamo portati a pensare che “compassione” significhi soltanto “avere pietà”, qualcosa che implica necessariamente una condizione negativa nella persona alla quale la indirizziamo, ma che cos’è davvero?

statua del buddha della compassione sotto un cielo terso

Si tratta di qualcosa di più complesso e al contempo più semplice, che attraversa il concetto di partecipazione, di empatia e di amore disinteressato, incondizionato, verso il prossimo.

La compassione sviluppa in noi emozioni positive, ci mette in contatto con noi stessi e con gli altri e ci permette di raggiungere un’accettazione che ci consentirà di migliorare anche le nostre relazioni, di cominciarne di nuove e di vivere un tipo di amore saggio, positivo, appagante e consapevole.

Saremo più coscienti del mondo che ci circonda, avremo più controllo sulla nostra vita e su ciò che la rende migliore o peggiore, saremo più vicini a comprendere il nostro scopo, sapremo come raggiungerlo, quale strada prendere e come affrontare le difficoltà che potremmo incontrare.

Saremo più resistenti al dolore e alla sofferenza.

Ci porterà ottimismo, allegria e buon umore.

 

I principi della gentilezza amorevole

E questi sono solo alcuni dei benefici che potremmo raggiungere tramite la meditazione della gentilezza amorevole, una pratica le cui due caratteristiche principali possono essere così brevemente riassunte:

  • l’assenza di condizioni: l’amore non dipende dal “sangue”, non è determinato dal tempo e non deve essere rivolto solo a chi soddisfa determinati requisiti

 

  • l’assenza di aspettative: non si ama al solo scopo di essere ricambiati e dall’amore non ci si deve aspettare nulla
meditazione di gentilezza amorevole: una mano che si offre in aiuto ad una altra

Nella nostra società, dominata dalla negatività, dall’avidità (anche in materia di sentimenti) e dall’ego-centrismo, tutto questo può sembrare fin troppo utopistico, ma questa meditazione non pretende di tramutarci in santi o meglio in piccoli Buddha: semplicemente ci aiuta a sviluppare un amore per noi stessi che comincia proprio dall’ascolto e che si rifletterà su tutto ciò che ci circonda.

L’importanza di amare sé stessi

Amare noi stessi significa accettare il nostro IO, senza se e senza ma, incondizionatamente. Significa individuare cosa ci fa stare bene e cosa ci spinge verso il pensiero negativo e non significa affatto stilare una lista dei nostri pregi e dei nostri difetti.

Non è importante definire tutto in termini di giusto e sbagliato, bensì porci le giuste domande sul perché reagiamo in un certo modo, sul come agiamo nei confronti di noi stessi e del prossimo, cercando di darci delle risposte sagge e consapevoli.

una donna di spalle apre le braccia verso il mare e verso il sole al tramonto

In questo modo riconosceremo i nostri limiti con un atteggiamento positivo e amorevole che ci porterà a trovare il modo di superarli.

Senza accettare noi stessi, senza amarci davvero, non sarà mai possibile amare gli altri. Quando saremo gentili e amorevoli con noi stessi, saremo in grado di estendere questa benevolenza tutto intorno a noi.

Potremo cominciare con i nostri famigliari, il nostro partner, i nostri amici, i colleghi di lavoro, le persone che incontriamo abitualmente, per poi arrivare a tutti gli esseri viventi.

Una piccola pratica

A questo punto, se sei arrivato fino a qui, credo di aver suscitato almeno un po’ di curiosità… e quale modo migliore per soddisfarla, se non con una piccola pratica?

 

Siedi in una posizione stabile e comoda.

Controlla che la testa sia in linea con la colonna e il mento con lo sterno, che le spalle siano lontano dalle orecchie e indietro.

Ascolta il tuo respiro, lascialo scorrere finchè non diventa regolare.

Comincia a pensare…

Cosa c’è alla base della gentilezza?

 Cosa desidera?

 Con quali valori e sentimenti ti mette in contatto?


Come si esprime?

Quali gentilezze concrete potresti fare?

 Quali sono gli ostacoli?

 
Come ti fa sentire?

 Sei gentile con te stesso?

meditazione di gentilezza amorevole: zoom sulla mano appoggiata al ginocchio in posizione del loto in meditazione di gruppo

Arriva a una conclusione.

Scrivila.

Poi rifletti su questa conclusione e lascia che si assorba profondamente dentro di te, fino a trasformarsi in azione costruttiva.

E se vuoi approfondire…

dettaglio di un giardino zen con quattro pietre una sull altra in equilibrio al centro di onde concentriche di sabbia

Se sei interessato alla meditazione, se vuoi iniziare un percorso personale o semplicemente se sei curioso di scoprire le tante strade che portano a riflettere su te stesso e ciò che ti circonda…

Vieni a scoprire i nostri seminari!

Oppure contattaci direttamente, ci prenderemo cura di te fin da subito

E non dimenticare di venirci a trovare su Facebook!

 

Una piccola pratica

A questo punto, se siete arrivati fino a qui, credo di aver suscitato almeno un po’ di curiosità… e quale modo migliore per soddisfarla, se non proponendovi una piccola pratica?

Siedi in una posizione stabile e comoda.

Controlla che la testa sia in linea con la colonna e il mento con lo sterno, che le spalle siano lontano dalle orecchie e indietro.

Ascolta il tuo respiro, lascialo scorrere finchè non diventa regolare.

Comincia a pensare…

 

Cosa c’è alla base della gentilezza?

 

Cosa desidera?

 

Con quali valori e sentimenti ti mette in contatto?

 


Come si esprime?

 

Quali gentilezze concrete potresti fare?

 

Quali sono gli ostacoli?

 


Come ti fa sentire?

 

Sei gentile con te stesso?

 

dettaglio di un giardino zen con quattro pietre una sull altra in equilibrio al centro di onde concentriche di sabbia

Arriva a una conclusione.

Scrivila.

Poi rifletti su questa conclusione e lascia che si assorba profondamente dentro di te, fino a trasformarsi in azione costruttiva.

 

E se vuoi approfondire…

 

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